23 Lug La preservazione della fertilità: un’opportunità concreta per le donne di oggi. Il nuovo Position Statement di SIFES-MR
In un Paese in cui le nascite sono scese sotto le 400.000 all’anno e sempre più donne posticipano la maternità, cresce l’esigenza di informare correttamente sulla salute riproduttiva e offrire percorsi di preservazione della fertilità anche al di fuori delle urgenze oncologiche.
Con questo obiettivo, la Società Italiana di Fertilità e Sterilità – Medicina della Riproduzione (SIFES-MR) ha pubblicato un nuovo Position Statement ufficiale, frutto di un lavoro di confronto durato sei mesi tra medici della riproduzione, embriologi e ricercatori esperti del settore.
Leggi il documento completo pubblicato su Journal of Assisted Reproduction and Genetics
Perché parlare oggi di preservazione della fertilità?
Oggi molte donne si rivolgono ai centri di medicina della riproduzione non per iniziare subito un percorso di PMA, ma per conoscere il proprio potenziale riproduttivo.
La fertilità non è un bene statico, ma si modifica nel tempo, sotto l’influenza di fattori individuali, ambientali e patologici.
Ecco perché è fondamentale un modello di presa in carico a lungo termine, che accompagni la donna nei momenti chiave della vita riproduttiva, dalla diagnosi di eventuali patologie, fino alla decisione di cercare (o posticipare) una gravidanza.
Cos’è l’età ovarica biologica?
La fertilità femminile dipende da:
•Età cronologica (maggiore età = maggiore rischio di aneuploidie)
•Riserva ovarica (cioè quantità di ovociti ancora disponibili)
•Qualità ovocitaria (che peggiora fisiologicamente nel tempo)
•Eventuali patologie concomitanti (endometriosi, malattie autoimmuni, genetiche…)
Tutti questi elementi concorrono a definire la “biological ovarian age”, che può differire anche molto dalla semplice età
anagrafica.
Come si valuta la riserva ovarica?
Due strumenti semplici e ormai di routine:
•AMH (ormone antimülleriano): dosabile con un semplice prelievo, indipendente dal ciclo mestruale;
•AFC (Antral Follicle Count): valutazione ecografica dei follicoli antrali (2–10 mm)
Questi test permettono di stimare il numero di ovociti potenzialmente disponibili. Non predicono con certezza una gravidanza, ma sono utili per valutare se e quando intervenire con una preservazione della fertilità.
Come si preserva la fertilità?
La crioconservazione degli ovociti tramite vitrificazione è la tecnica di riferimento.
Semplice, efficace e sicura. Richiede una stimolazione ormonale di circa 10–12 giorni e un pick-up ovocitario.
Quanti ovociti servono per avere buone probabilità di gravidanza futura?
Età della donna Ovociti da vitrificare per ≥50% probabilità di bimbo in braccio
30–34 anni almeno 12–13 ovociti
35–39 anni almeno 15–20 ovociti
Dopo i 40 anni l’efficacia cala drasticamente. In molti casi, non è più una strategia raccomandata.
Altre opzioni:
•Crioconservazione embrioni (se c’è un partner o donatore)
•Crioconservazione tessuto ovarico (in casi selezionati, soprattutto in prepuberi o pazienti con controindicazioni alla stimolazione).
Quando è raccomandata?
La preservazione della fertilità non è solo una risposta a trattamenti oncologici imminenti. È indicata anche in molti altri scenari, come:
• Endometriosi (soprattutto prima di interventi chirurgici ovarici)
• Malattie autoimmuni (lupus, vasculiti, sclerosi multipla…)
• Sindromi genetiche (es. Turner, galattosemia, X fragile)
• Familiarità per menopausa precoce
• Terapie gonadotossiche non oncologiche
• Preservazione sociale (per scelta personale, ma valutata con rigore clinico).
Le raccomandazioni di SIFES-MR
• Ogni donna a rischio dovrebbe essere indirizzata precocemente a uno specialista in medicina della riproduzione, anche in assenza di intenzione immediata di gravidanza.
• La consulenza deve essere personalizzata e realistica, soprattutto in base all’età, alla riserva ovarica e alle condizioni di salute.
• La preservazione non va proposta se le chance di gravidanza con gli ovociti vitrificati sono inferiori a quelle che avrebbe la paziente con un concepimento spontaneo nello stesso momento.
• Un follow-up nel tempo è fondamentale: ciò che oggi non è indicato, può diventarlo domani.
Vuoi saperne di più?
Un documento pensato per i professionisti della salute e per tutte le donne che desiderano conoscere e tutelare la propria fertilità, con consapevolezza e senza allarmismi.