21 Ott Counseling anticipatorio sulla fertilità: un dovere professionale prima ancora che clinico
Il nuovo Committee Statement n. 22 dell’American College of Obstetricians and Gynecologists (ACOG) — Anticipatory Counseling Regarding Ovarian-Factor Fertility Decline — rappresenta un passo importante nel riconoscere il counseling precoce sulla fertilità come parte integrante della salute riproduttiva, e non come un tema da affrontare solo quando emerge un problema di infertilità.
Il documento invita i ginecologi di ogni setting assistenziale a parlare di fertilità prima che la donna lo chieda, includendo nella normale anamnesi e nei controlli di salute riproduttiva informazioni sul declino ovarico legato all’età e sui fattori non età-dipendenti che possono comprometterlo (endometriosi, trattamenti oncologici, esposizioni ambientali, stili di vita).
Il ritardo della richiesta come fallimento comunicativo
Molte pazienti arrivano al medico della riproduzione quando la riduzione della riserva ovarica è già marcata, spesso dopo anni di tentativi spontanei o di percorsi diagnostici frammentati.
Il ritardo della richiesta non è solo una questione biologica, ma un problema di sistema e di comunicazione: significa che il messaggio sulla finestra riproduttiva non è arrivato in modo chiaro o autorevole.
L’ACOG sottolinea come le donne continuino a sovrastimare la propria probabilità di concepimento naturale e l’efficacia delle tecniche di PMA nel compensare il fattore età. Questo scarto tra percezione e realtà si traduce in un crescente numero di coppie che si rivolgono ai centri di riproduzione medicalmente assistita in età biologicamente sfavorevole.
L’impegno SIFES-MR
Anche la SIFES-MR sta lavorando alla stesura di un documento di consenso in lingua italiana rivolto a medici di medicina generale, ginecologi non specializzati in medicina della riproduzione e andrologi, per favorire una diffusione capillare del counseling anticipatorio e fornire strumenti pratici, aggiornati e condivisi per affrontare il tema della fertilità in modo competente e coerente con le evidenze.
L’obiettivo è promuovere un linguaggio comune tra i diversi livelli di assistenza, incoraggiando una presa in carico tempestiva e una alleanza comunicativa che metta la donna in condizione di scegliere con consapevolezza se e quando diventare madre.
Da reazione a prevenzione
Parlare di fertilità prima non significa creare allarme, ma spostare la medicina riproduttiva dal piano reattivo a quello predittivo e preventivo.
Il counseling anticipato consente di intercettare precocemente condizioni di rischio, orientare stili di vita favorevoli, proporre strategie personalizzate di preservazione della fertilità e, soprattutto, evitare che la prima conversazione avvenga quando le opzioni sono già limitate.
Conclusioni
SIFES-MR ribadisce la necessità che il tema del tempo biologico della fertilità entri stabilmente nella cultura ginecologica generale, come elemento essenziale della salute femminile lungo tutto l’arco della vita riproduttiva.
