Comunicato Stampa Sifes e Mr: Approvato il decreto di riparto dei fondi ‘extra’ per la procreazione medicalmente assistita

Approvato il decreto di riparto dei fondi ‘extra’ per la procreazione medicalmente assistita, plauso della Sifes-Mr

Stanziamento di 5 milioni fino al 2023

Approvato dal ministero della Salute il decreto con il riparto di 5 milioni di euro aggiuntivi al Fondo per le tecniche di procreazione medicalmente assistita (Pma) stanziati nell’ultima Legge di Bilancio, grazie a un emendamento dell’onorevole Stefania Mammì (M5S). Obiettivo della norma è riconoscere un contributo alle coppie con problemi di infertilità e sterilità, per consentire loro di accedere ai servizi di medicina della riproduzione soprattutto nelle Regioni dove queste prestazioni sono carenti rispetto al fabbisogno.

Come sottolineato dal ministro della Salute, Roberto Speranza, “dobbiamo rafforzare il nostro sostegno alle coppie che vogliono avere un figlio attraverso la procreazione medicalmente assistita. Per questo ho firmato un decreto che stanzia 5 milioni di euro per l’anno 2021 e li distribuisce privilegiando le Regioni che hanno un’offerta minore”.

“I centri di Pma in Italia hanno standard alti – commenta il presidente della Società italiana di Fertilità e Sterilità-Medicina della riproduzione (Sifes-Mr), Filippo Maria Ubaldi – peccato che non a tutte le coppie che hanno bisogno di curare la loro infertilità sia data l’opportunità di avervi accesso. Le liste d’attesa sono lunghe, lunghissime in molti casi, e la scelta di spostarsi in altre zone d’Italia, o persino all’estero, è obbligata per molti aspiranti genitori. Questi fondi daranno l’opportunità di rafforzare le risorse a disposizione dei centri di Pma e, dunque, di organizzarsi al meglio per rispondere alla crescente domanda di questo genere di cure. Penalizzare le coppie in base alle risorse significa non pensare al futuro dell’Italia che, non dimentichiamolo, si trova nella morsa di una gravissima crisi demografica. Un tema che sta finalmente tornando nell’agenda politica del nostro Paese, come dimostra la volontà di approvare questo tipo di provvedimenti. Bene anche la previsione di campagne di informazione e sensibilizzazione sulla fertilità, da sempre carenti nel nostro Paese”.

“Erano anni – commenta Filomena Gallo, componente del Direttivo Sifes-Mr – che la politica non faceva passi in avanti sui temi che riguardano la salute riproduttiva. Con l’associazione Luca Coscioni di cui sono Segretario e con le associazioni di pazienti abbiamo chiesto nel tempo risorse affinchè fosse garantito l’accesso a carico del SSN a queste tecniche. Purtroppo ancora oggi le prestazioni di procreazione medicalmente assistita non vengono erogate in modo uniforme dalle strutture pubbliche e non ci sono nomenclatori tariffari sulle prestazioni incluse nei Lea con spesa a carico del Ssn (tutte tranne la diagnosi pre-impianto). Scegliere di costruire una famiglia, per chi ha i requisiti per accedere alla Pma nel sistema sanitario nazionale, è diventato molto difficile. Spesso diventa una questione di denaro: nel nostro Paese il sogno di costruire una famiglia e la tutela del diritto alla salute devono spesso sottostare a una discriminazione su base economica. Con l’incremento di 5 milioni di euro fino al 2023 del fondo previsto dalla legge 40 del 2004 si potrà dare un contributo concreto a tutte le coppie che, essendo residenti in Regioni dove i servizi sono carenti, erano costrette a ‘emigrare’ altrove in Italia o addirittura all’estero con spese a proprio carico. Questo comporta aggravi sia dal punto di vista economico che psicologico. Poter avere un maggiore accesso a strutture vicino casa rappresenta una facilitazione di non poco conto per chi vuole fare famiglia pensando al futuro con figli”.

 

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