29 Lug Nota della SIFES-MR sui percorsi di gravidanza in età avanzata
I recenti progressi della medicina della riproduzione hanno indubbiamente allargato gli orizzonti della fertilità, offrendo nuove possibilità e consentendo, in casi selezionati, di portare a termine con successo gravidanze anche in età riproduttiva avanzata. Tuttavia, la SIFES-MR (Società Italiana di Fertilità e Sterilità e Medicina della Riproduzione) ritiene fondamentale che il racconto di questi traguardi non viaggi mai in modo avulso da una chiara e trasparente rappresentazione dei rischi e delle implicazioni cliniche.
A seguito della notizia riguardante il parto di una donna di 57 anni tramite Procreazione Medicalmente Assistita (PMA), la Società intende offrire un quadro d’insieme improntato alla tutela della salute e al rispetto delle normative vigenti. In questi contesti è essenziale chiarire che il concepimento in età molto avanzata è generalmente il frutto di percorsi di ovodonazione effettuati al di sopra dei limiti fisiologici ordinari, situazioni che richiedono estrema cautela e una profonda valutazione medica.
Il quadro legislativo italiano, attraverso la Legge 40 del 2004, stabilisce che l’accesso alle tecniche di PMA sia riservato a coppie in età potenziale ed effettivamente riproduttiva. Su questo punto, gli indirizzi operativi approvati dalla Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome nel 2014 hanno recepito le indicazioni delle principali società scientifiche, sconsigliando l’esecuzione di trattamenti di ovodonazione nelle donne oltre i 50 anni.
Il rispetto di questo limite non è legato soltanto alla necessità di ottemperare ai vincoli normativi, ma anche e soprattutto all’esigenza primaria di tutelare la salute della donna e del nascituro.
Con l’avanzare dell’età, il rischio ostetrico aumenta in modo significativo, esponendo la paziente a patologie quali preeclampsia, ipertensione gestazionale, complicanze cardiovascolari ed emorragie dopo il parto. Altrettanto rilevanti sono i rischi neonatali: si registra un’incidenza più elevata di parto prematuro e di complicanze neonatali, anche molto gravi, a breve e a lungo termine.
I principali centri qualificati e accreditati in Italia dispongono delle competenze e delle tecnologie per eseguire tali procedure, ma scelgono responsabilmente di porre dei limiti per non esporre le pazienti e i nascituri a rischi sproporzionati.
Fornire un’informazione equilibrata su questi temi è fondamentale per evitare di diffondere l’idea che la fertilità sia priva di limiti temporali. La falsa illusione che si possa concepire in totale sicurezza a qualsiasi età può spingere a posticipare eccessivamente la ricerca di un figlio, con il rischio di aggravare ulteriormente il problema della denatalità.
La SIFES-MR rinnova quindi il proprio impegno a promuovere un dialogo aperto e responsabile, affinché le storie di maternità straordinaria diventino un’occasione di informazione consapevole sui limiti clinici ed etici della medicina della riproduzione.
Il Mattino di Napoli ha dedicato un articolo che ha dato voce al Direttivo e ai soci SIFES sulla necessità di una corretta informazione.
